Nota storico-critica La produzione di Alessio Barchitta si sviluppa principalmente nel solco di sculture e installazioni site-specific, con cui traduce formalmente le questioni teoriche che attraversano il suo lavoro. L'opera, infatti, non è parte di un'esercitazione astratta, ma si configura in quanto tentativo di ristabilire connessioni esplicite con il reale, assumendo la materia come presupposto con cui riformulare tale relazione. La pratica scultorea diventa quindi una modalità paradigmatica di ridefinizione del reale, poiché permette all'artista di elevare ciascun oggetto a narratore e testimone di contrapposizioni e conflitti.
Lavorando per opposti, Barchitta costruisce storie e situazioni dove vero e fittizio, desiderabile e irrealizzabile si confrontano apertamente, generando slittamenti di significato che mettono in crisi certezze percettive e possibili letture dell'opera stessa. In questo modo, il suo approccio è spesso percorso da una vena sarcastica, dove l'idea di produrre sogni e aspirazioni si scontra con la loro voluta impraticabilità, pretesto sovente adoperato come strumento critico con cui l'artista interroga le dinamiche contemporanee della società.
Questo sottofondo ironico e la deformazione del reale permettono alle opere di diventare parte di cortocircuiti semantici che aprono spazi di riflessione, dove l'opera si adatta di volta in volta in base alle esigenze del racconto o alle suggestioni storiche da cui nasce.
In questo processo, Barchitta recupera talvolta punti di contatto con un passato appositamente riletto attraverso la lente della contemporaneità, nel quale evidenzia continuità e fratture delle strutture sociali. (Mario Bronzino) |