Alessio Barchitta

Titolo opera
Titolo opera
Chiodo fisso
Immagine
Immagine opera
Scheda tecnica
Autore
Alessio Barchitta
Titolo opera
Chiodo fisso
Data di esecuzione
2021
Tecnica e supporto, misure (altezza x base cm)
Argilla rossa, engobbio nero, cristallina, 52 x 35 x 25 cm
Nota critica
Nota storico-critica
La produzione di Alessio Barchitta si sviluppa principalmente nel solco di sculture e installazioni site-specific, con cui traduce formalmente le questioni teoriche che attraversano il suo lavoro. L'opera, infatti, non è parte di un'esercitazione astratta, ma si configura in quanto tentativo di ristabilire connessioni esplicite con il reale, assumendo la materia come presupposto con cui riformulare tale relazione. La pratica scultorea diventa quindi una modalità paradigmatica di ridefinizione del reale, poiché permette all'artista di elevare ciascun oggetto a narratore e testimone di contrapposizioni e conflitti.
Lavorando per opposti, Barchitta costruisce storie e situazioni dove vero e fittizio, desiderabile e irrealizzabile si confrontano apertamente, generando slittamenti di significato che mettono in crisi certezze percettive e possibili letture dell'opera stessa. In questo modo, il suo approccio è spesso percorso da una vena sarcastica, dove l'idea di produrre sogni e aspirazioni si scontra con la loro voluta impraticabilità, pretesto sovente adoperato come strumento critico con cui l'artista interroga le dinamiche contemporanee della società.
Questo sottofondo ironico e la deformazione del reale permettono alle opere di diventare parte di cortocircuiti semantici che aprono spazi di riflessione, dove l'opera si adatta di volta in volta in base alle esigenze del racconto o alle suggestioni storiche da cui nasce.
In questo processo, Barchitta recupera talvolta punti di contatto con un passato appositamente riletto attraverso la lente della contemporaneità, nel quale evidenzia continuità e fratture delle strutture sociali. (Mario Bronzino)
Info BCC
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BCC Valle del Fitalia Longi

La Cassa Rurale ed Artigiana della Valle del Fitalia di Longi è la prima Banca sui Nebrodi. L'avvio è nel 1978, con la prima sede operativa a Longi (Messina). Nel 1984 la Banca si trasferisce nella nuova sede del castello medievale di Longi e comincia la sua espansione, prima nel comune di Alcara Li Fusi (1987), poi di Frazzanò (1992) e di Galati Mamertino (1994), di San Marco d'Alunzio (2007) e di Capri Leone - frazione Rocca (2015), di Sant'Agata Militello (2018) e Capo d'Orlando e Santo Stefano di Camastra (2021). Nel 1994 l'Istituto assume l'attuale denominazione di Banca di Credito Cooperativo della Valle del Fitalia Longi e nel 1998 acquista da Silvestro Gutkowski Loffredo, marchese di Cassibile, il castello medievale. Da allora la Banca continua a distinguersi non solo per il forte supporto economico alla sua comunità di riferimento, nei valori della mutualità, ma anche per la tutela del patrimonio artistico e architettonico del territorio.

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