Enrica Anastasia Marangio

Titolo opera
Titolo opera
Other Skin
Immagine
Immagine opera
Scheda tecnica
Autore
Enrica Anastasia Marangio
Titolo opera
Other Skin
Data di esecuzione
2024
Tecnica e supporto, misure (altezza x base cm)
Trittico, scultura retroilluminata in ferro e vetro fuso, dimensioni variabili
Nota critica
Nota storico-critica
Sul confine instabile tra design e arti visive, Enrica Anastasia Marangio costruisce forme scultoree complesse, in cui materialità e tattilità prevalgono sulla funzione dell'oggetto.
La sua ricerca è viscerale e carnale, profondamente legata alle deformazioni inattese dei materiali sottoposti a processi di trasformazione che ne mutano radicalmente la natura. Estremamente tecnica e minuziosa nella ricerca di una specifica compiutezza, l'artista realizza oggetti di grande complessità, nei quali non conta solo la storia dell'oggetto – che ne definisce memoria e vita – ma anche la sua permeabilità e capacità di agire attraverso la funzione. Le sue opere possono essere considerate sia collectible design, per la loro unicità, sia ricerca scultorea, per la qualità della resa formale. All'interno dello spazio espositivo, le opere catturano lo spettatore e modificano la percezione dell'ambiente: intervengono in qualità di corpi viventi, la cui destinazione diventa metafora della vita stessa; si pongono come membrane che respirano o quali tracce della vitalità dello spazio che occupano.
I manufatti di Marangio ripensano costantemente i limiti delle categorie, dimostrando quanto la nostra concezione dell'oggetto funzionale possa elevarsi a un livello superiore, abbracciando una complessità visiva che trasforma la quotidianità in un'esperienza non più ordinaria.
In questo senso, gli oggetti diventano ibridi polisemantici in cui tangibile e intangibile, funzionale e concettuale, imperfezione e bellezza si combinano per configurare una nuova forma, precisa e mirata, di conoscenza. (Matteo Scabeni)
Info BCC
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BCC Ostuni

La Cassa Rurale ed Artigiana di Ostuni nasce nel 1957 per iniziativa di 80 soci fondatori, prevalentemente agricoltori e artigiani, accomunati dai medesimi princìpi etici e solidaristici. Dal 1957 la Cassa Rurale ed Artigiana cresce, nel 1996 cambia denominazione in Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, nel 1997 si trasferisce negli ampi locali di proprietà in largo monsignor Italo Pignatelli, dove tuttora ha sede. Rilancia così l'identità differente del Credito Cooperativo, basata sui valori della mutualità, della cooperazione e del localismo. La zona di competenza della BCC di Ostuni si estende su 17 comuni appartenenti alle province di Brindisi, Bari e Taranto: Brindisi, Carovigno, Ceglie Messapica, Cellino San Marco, Cisternino, Fasano, Latiano, Mesagne, Ostuni, San Donaci, San Michele Salentino, San Pietro Vernotico, San Vito dei Normanni (BR), Alberobello, Locorotondo, Monopoli (BA), Martina Franca (TA).

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