Giulia Mangoni

Titolo opera
Titolo opera
San Giorgio di Broccostella con Drago
Immagine
Immagine opera
Scheda tecnica
Autore
Giulia Mangoni
Titolo opera
San Giorgio di Broccostella con Drago
Data di esecuzione
2020
Tecnica e supporto, misure (altezza x base cm)
Olio su lino, 30 x 30 cm
Nota critica
Nota storico-critica

Giulia Mangoni compie la sua vocazione per l'arte in quanto strumento di azione e interazione sociale, di strategia comunitaria di resistenza e di autoaffermazione.
La sua ricerca si svolge attraverso un vocabolario formale minuzioso e poetico, un'“indagine sottile” nel solco della pratica di Ernesto Neto, con le sue forme organiche e poetiche, e del linguaggio pittorico esuberante e formale di Beatriz Milhazes. Il centro gravitazionale delle sue tele risiede nell'idea di trasformare l'esperienza individuale e autoctona in una riflessione più ampia sulle forme contemporanee dell'appartenenza e della memoria, che collegano gli individui alla psico-geografia di un luogo. La pittura di Mangoni è, pertanto, partecipazione silenziosa allo spirito di auto-rappresentazione dell'habitat in cui sceglie di vivere, oggi la Ciociaria, con il sovrapporsi di strati d'immaginari (cinematografici, sociali, estetici) come quelli da spaghetti western, quando questo territorio del Lazio meridionale tra gli anni Sessanta e Settanta divenne il set dei western americani di fabbricazione italiana.
Tutto parte per l'artista dall'osservazione di oggetti e gesti elementari della cultura materiale locale, che sfuggono spesso ai processi lineari di storicizzazione, interrogandosi sul senso e sull'identità che essi assumono costituendosi in “opera”. A cui si aggiunge il legame profondo col tempo umano della natura, col tempo ciclico della memoria e dei suoi sentimenti, che seguono altri ritmi rispetto ai repentini scarti delle vicende culturali contemporanee.
L'immagine del paesaggio, carico di inflessioni vernacolari e tattili (le tele impiegate sono quasi sempre ottenute da vecchi lini di famiglia, tende ormai in disuso, oppure più recentemente da tessuti di lino e canapa del mercato rionale dove ancora lavorano gli artigiani), ha nella sua pittura un ruolo dominante. Da un lato è concreta immaginazione anche da balenanti fascinazioni autobiografiche che conduce il colore a confrontarsi con se stesso (Mangoni ne stende uno solo al giorno, al massimo due), in quanto nucleo di ispirazione originaria.
Dall'altro è luogo in cui lei reagisce alla perdita della natura circostante e della sua storia conservandone la palpitante presenza, compresa quella di animali a rischio di estinzione, come la gallina ovaiola Ancona.
L'esito pittorico non è pertanto un genere formale, ma un luogo vitale di “biodiversit à culturale” non solo in senso ecologico, ma anche antropologico, con accenti di un surrealismo “soft” e di uno storytelling visionario alla maniera di Paul Nash. (Cesare Biasini Selvaggi)

Info BCC
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Presso la sede locale del Circolo Giovanile Cattolico, nel 1909 nasce la Cassa Rurale di Prestiti di Paliano. Sono 46 i fondatori di questa istituzione cattolica, tra cui 6 sacerdoti; mentre i componenti laici rappresentano in prevalenza il mondo agricolo e artigianale. Dal piccolo locale dell'esordio alla grande sede di oggi, con le quattro filiali radicate nei paesi limitrofi in cui la BCC Paliano ha esteso la sua zona di competenza – Colleferro, Valmontone, Sora, Serrone – l'Istituto si è evoluto attraversando due guerre mondiali, i rigori di un regime totalitario, la ricostruzione degli anni Cinquanta e le sfide degli ultimi decenni. Oggi la Banca è una testimonianza della vitalità e della freschezza dei princìpi cooperativi, cui deve la sua solida crescita e quella della sua comunità.

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