Jacopo Belloni

Titolo opera
Titolo opera
Drollery: Vinciola
Immagine
Immagine opera
Scheda tecnica
Autore
Jacopo Belloni
Titolo opera
Drollery: Vinciola
Data di esecuzione
2023
Tecnica e supporto, misure (altezza x base cm) - esteso
Foglie in seta dipinte e piegate a mano, anilina all'alcool, cartapesta, completi in lana sartoriali, camicie in cotone, nastri in seta, tute zentai in lycra, calzini in bambù, scarpe in pelle, manichini in PVC e in fibra di vetro, braccia snodabili in legno, alluminio, acciaio, 180 x 50 x 40 cm.
Nota critica
Nota storico-critica
Il progetto Drollery: Vinciola si sviluppa da una ricerca sulla maschera dell'“Uomo Selvatico”, una figura ibrida della cultura agropastorale, che impersonifica la rinascita della natura durante i mesi più freddi e critici del ciclo agricolo. La mascherata aveva lo scopo di “innestare” la sfera culturale e “fertilizzarla”, infondendo un buon auspicio per i raccolti agricoli durante la bella stagione.
Attingendo a questo entroterra storico-antropologico, Jacopo Belloni informa le sue sculture ricoperte da centinaia di foglioline in seta piegata e colorata a mano, che incombono sullo spazio espositivo, in luoghi interstiziali. Sono Superstiziosi, dal latino super-stare (essere superiori, essere al di sopra) che indica la condizione del testimone (superstes): il testimone è colui che può testimoniare che un evento è avvenuto, perché è “sopra-vvissuto” a un dato avvenimento. Sono feticci totemici dell'investimento emotivo e simbolico che l'essere umano pone nelle avversità dell'esistenza. Il completo fatto indossare da Belloni a questa sua “umanità” è abito (dal latino habitare, “abitare”) in quanto elemento di relazione con lo spazio e le condizioni ambientali contingenti, è abito (da habitus nel senso di “comportamento”, “abitudine”) dal momento che è passe-partout relazionale con gli altri e, infine, è abito (da habitus nel significato di “assumere un abito”, “virtù dell'animo”) come emblema di affermazione delle qualità morali di colui a cui appartiene.
L'artista riprende la lezione di Aristotele secondo il quale etica deriva più da abito in quanto abitudine, abitare, coabitare, che dalla nozione di norma. È etico quel comportamento che abitua ad abitare insieme, facendone il proprio costume, il proprio abito. Per l'artista, come per Tommaso d'Aquino, quindi, l'abito-habitus è allegoria di libertà, di princìpi intrinseci dell'azione umana, in quanto esito della ripetizione liberamente decisa di un'azione, contribuendo alla formazione di un agire che diventa agibilità nel tempo e nello spazio, praticabilità del mondo stesso, relazione con gli altri. Il pubblico non ha che da guardare Drollery: Vinciola per rendersi conto di come le sculture in giacca e cravatta siano luogo speciale di affioramento dell'identità umana, traducendo nell'installazione ambientale quella fenomenologia del movimento corporeo teorizzata da Maurice Merleau-Ponty.Potenza, habitus/abitudine, identità sono i centri intorno a cui orbita la riflessione del filosofo francese: la coscienza non è un “io penso che”, ma un “io abito, assumo un abito, io posso”. (Cesare Biasini Selvaggi)
Info BCC
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BCC Ostra e Morro d'Alba

La BCC Ostra e Morro d'Alba nasce nel 1995 dalla fusione tra due realtà storiche del territorio: la Banca di Credito Cooperativo di Ostra e la Finanziaria di Mutuo Soccorso G. Leopardi di Morro d'Alba. La prima viene costituita nel 1914 su iniziativa del sacerdote don Luigi Benni insieme ad altri 19 soci fondatori e il primo sportello è nei locali del circolo cattolico, oggi sede parrocchiale della Collegiata Basilica Minore di Santa Croce in Ostra. Ancora più antiche le radici della Società di Mutuo Soccorso G. Leopardi di Morro d'Alba, fondata nel 1873 da 76 cittadini con l'obiettivo di tutelare i lavoratori nei momenti di difficoltà secondo i valori della fratellanza, dell'assistenza e del progresso morale e civile. Oggi, con lo sguardo al futuro, la BCC di Ostra e Morro d'Alba continua a interpretare quegli stessi valori mentre accompagna la crescita delle sue comunità.

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