Nota storico-critica Le opere di Luca Gioacchino Di Bernardo nascono da un impegno intellettuale che intreccia riflessioni sull'essere umano e sulla sua intelligenza alla relazione con il tempo e con il mondo che abita. Centro del suo immaginario l'albero, archetipo visivo e concettuale, inteso come primo dio con cui l'Uomo condivide la verticalità fisica, che incarna origini antiche e possibilità di sopravvivere in eterno, misurando l'inaccettabile finitezza dell'Uomo, alla quale si ribella producendo abbattimento e distruzione. Il fondamento politico percorre dunque frequentemente il lavoro dell'artista, manifestandosi con metafore visive dove sovente animali con sembianze o atteggiamenti umani raccontano la società contemporanea e le sue contraddizioni. Paradigmatico l'uso del simbolo, mezzo con cui Di Bernardo indaga il rapporto con il divino, con il potere e con la dimensione sessuale, talvolta mettendo in discussione l'opera stessa in cui questo si manifesta. In modi sempre differenti torna un'intenzione viscerale di misurare l'esistenza complessiva dell'Uomo con il tempo dell'artista, talvolta muovendosi tra ere differenti. In tal senso, da disegni di grandi dimensioni, emergono riferimenti alla vulnerabilità dell'Uomo, che fanno dell'opera un complesso dispositivo di indagine sociologica, che tramite simboli e riferimenti storici, politici e filosofici, attraversa l'esistenza umana. (Mario Bronzino) |