Nota storico-critica La pratica di Lorenza Liguori si sviluppa come una ricerca sulle possibilità dell'identità contemporanea, muovendosi tra immagini e una scrittura creativa con cui dirige la produzione di video densi di narrazioni sensibili e raffinate. L'Uomo e gli avatar digitali rappresentano il centro gravitazionale di un'indagine impegnata nei confronti di identità parallele, forme alternative di esistenza e di autorappresentazione, ricercate attraverso un uso sapiente e creativo del 3D e dell'intelligenza artificiale, la quale assume il ruolo di dispositivo di traduzione del pensiero dell'artista, rendendo visibili dimensioni e immaginari che altrimenti resterebbero inaccessibili. Proprio attraverso l'intelligenza artificiale, costantemente affiancata da un'intensa pratica narrativa, l'artista stabilisce i perimetri di universi speculativi, di immaginari interiori e di dimensioni estranee all'umano, che si configurano in paesaggi alieni totalmente ibridati con animali e vegetazioni provenienti dal nostro mondo, ma che ora popolano un pianeta digitale da esplorare. Si tratta di mondi che non si presentano come semplici ambientazioni visive; sono spazi concettuali in cui l'identità, umana e non, viene messa in discussione e continuamente ridefinita dallo stesso mezzo con cui viene indagata.La scrittura – adoperata per strutturare prompt precisi che descrivano il pensiero dell'artista – diventa strumento invisibile, tuttavia perennemente presente, mezzo per coordinare immagini e movimenti con cui connettere in modo perturbante umano, natura e alieno. Questo processo si compie in uno spazio idealmente distante da noi, dove interrogare l'identità e le innumerevoli possibilità di esistenza del nuovo presente. (Mario Bronzino) |