Daniele Latini

Titolo opera
Titolo opera
Rimbalzello
Immagine
Immagine opera
Scheda tecnica
Autore
Daniele Latini
Titolo opera
Rimbalzello
Data di esecuzione
2025
Tecnica e supporto, misure (altezza x base cm)
Cemento, plastica, carta, petto, stampa UV su cartone pressato (40 unità), 12 x 15 cm ciascuna
Nota critica
Nota storico-critica
A partire dal disegno, Daniele Latini sviluppa una pratica che si espande nello spazio attraverso installazioni e dispositivi visivi. Inteso come gesto immediato e quotidiano, il disegno diventa strumento privilegiato per affrontare questioni estremamente ordinarie con un approccio ironico e ludico, ma attento alle dinamiche riguardanti le criticità contemporanee.
Da semplici bozzetti, Latini sviluppa un archivio in divenire che organizza visivamente e senza logiche sistematiche per generare strutture narrative aperte, dove il disegno si trasforma in linguaggio autonomo.
È proprio questa paradigmatica particella metodologica che alimenta la necessità di tradurre quest'ultimo in altro, sfidando e superando i vincoli tradizionali del supporto bidimensionale. Accedere all'archivio dei suoi disegni per osservarli nuovamente, rielaborarli e trasformarli, permette all'artista di metterne in discussione il senso originario, attivando processi di riflessione concettuale sul disegno stesso. Qui, diventa centrale un approccio artigianale all'oggetto, che riconsegna valore alla manualità e al fare come forma di pensiero, traducendo immagini solamente abbozzate in strumenti utilizzabili, ora nuovi supporti del disegno. Il tentativo di oggettificare il disegno si traduce in opere che instaurano dinamiche relazionali con lo spettatore.
Le installazioni non si limitano a esporre immagini, al contrario costruiscono situazioni di confronto e di partecipazione, dove il bozzetto perde la sua dimensione privata per diventare esperienza condivisa. In questo modo, la pratica di Latini si configura come un campo aperto, dove linguaggio, gesto e spazio dialogano per ridefinire il ruolo e la considerazione del disegno contemporaneo. (Mario Bronzino)
Info BCC
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BCC Fano

Nel 1911 nasce la Cassa Rurale Cattolica di Depositi e Prestiti di Ferretto, con sede nella parrocchia di Ferretto, comune di Fano. Nel 1936 l'Istituto assorbe la Cassa Rurale di San Cesareo e, nel 1938, assume la denominazione di Cassa Rurale ed Artigiana di Cuccurano. Prende così avvio un lungo periodo di consolidamento e sviluppo. Nel 1966 la Cassa incorpora la Cassa Rurale ed Artigiana di Carignano, nel 1967 assume la denominazione di Cassa Rurale ed Artigiana di Fano, nel 1994 quella di Banca di Credito Cooperativo di Fano. Da allora, l'Istituto vive una straordinaria fase di crescita, anche negli anni 2012-18 segnati dalla crisi finanziaria ed economica globale. Oggi la BCC di Fano è un'importante realtà, con un ambito operativo in sei comuni, da Fano a Senigallia attraverso l'immediato entroterra, dove rafforza il suo ruolo da protagonista del tessuto economico-sociale e conferma il costante sostegno alle comunità locali.

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