Valentina Artone

Titolo opera
Titolo opera
No name
Immagine
Immagine opera
Credits
Foto: Roberto Conte
Scheda tecnica
Autore
Valentina Artone
Titolo opera
No name
Data di esecuzione
2024
Tecnica e supporto, misure (altezza x base cm)
Olio su tavola, 45 x 20 cm
Nota critica
Nota storico-critica
La ricerca di Valentina Artone stabilisce un legame costante con i piani della scultura, producendo illusioni visive che si muovono tra le superfici e la materia di cui sono composti, mettendo in discussione la bidimensionalità dell'immagine pittorica e la sua relazione con i supporti. La pittura, in questo senso, sconfina e assume una presenza fisica che dialoga con l'oggetto che l'accoglie e con la storia del suo materiale. Interessata a indagare le distorsioni anatomiche generate dall'intelligenza artificiale, l'artista costruisce un museo ideale di elementi archeologici dal gusto magico e grottesco, seppur di raffinata sensibilità plastica, caratterizzati da alterazioni prospettiche e deformazioni fisiche che conferiscono un marcato senso di ambiguità ai dettagli attraverso cui vengono raccontati. Questi frammenti, isolati e selezionati, assumono il ruolo di reliquie fittizie che alimentano l'illusione di un passato realmente esistito, generandosi da una fascinazione dell'artista verso ciò che è storico e archeologico, con cui contempla la forza della semplicità delle forme primitive di evocare memorie collettive sospese tra realtà e immaginazione.
Ad accentuare l'interessamento verso la storia dell'oggetto sono i supporti mai tradizionali adottati per dipingere, provenienti da objects trouvés innestati tra loro e selezionati attentamente per il valore simbolico.
L'oggetto assume infatti un ruolo paradigmatico nell'economia del dipinto, diventando attivatore del processo creativo e producendo nel confronto diretto con l'immagine dipinta una dimensione perturbante. In questo contesto, pittorico e scultoreo si influenzano reciprocamente inscenando una memoria intrecciata a differenti linee temporali. (Mario Bronzino)
Info BCC
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BCC Castiglione Messer Raimondo e Pianella

La Banca di Credito Cooperativo di Castiglione Messer Raimondo e Pianella nasce il 2 marzo 1996 dalla fusione tra due realtà storiche: la BCC di Castiglione Messer Raimondo e la BCC di Pianella. Punto di riferimento per l'economia locale, le sue origini risalgono al 1956, quando il maestro Angelo Pompei, insieme a 91 soci, fonda la Cassa Rurale ed Artigiana di Castiglione Messer Raimondo. A Pianella, invece, la vecchia Cassa Rurale, fondata nel 1913 e sciolta negli anni Cinquanta, viene rifondata nel 1984 e la sede stabilita nella frazione di Cerratina. Nel 2016 l'incorporazione della Banca di Teramo di Credito Cooperativo amplia ulteriormente l'orizzonte, rafforzando il ruolo e l'operatività dell'Istituto sul territorio. Oggi la BCC di Castiglione Messer Raimondo e Pianella è la più grande banca della Federazione Abruzzo-Molise e la sua area di competenza comprende 61 comuni — 35 in provincia di Teramo, 23 in provincia di Pescara, 3 in provincia di Chieti — dove opera con 19 filiali.

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