Nota storico-critica Il punto nevralgico delle ispirazioni artistiche di Irene Liguori è rappresentato dalla simbologia del cuore anatomico, inteso come luogo di origine della vita e del tempo dell'Uomo. Oltre a essere sovente un riferimento iconografico, il cuore diventa dispositivo poetico per mezzo del quale l'artista riflette sull'esistenza in quanto esperienza irripetibile, definita da lei stessa come un insieme di albe che non tornano. In tal senso, la consapevolezza della propria vita, del suo inizio e della sua fine, costituisce il motore della produzione artistica.
La vita, elemento paradigmatico della sua pratica, viene affrontata attraverso punti di vista poetici, romantici ed emotivi, che si traducono in opere prevalentemente in ceramica. Qui, il simbolismo è alla base di ogni intenzionalità formale, quasi accompagnato da uno spirito magico che lega la materia e i suoi colori agli attimi fondamentali dell'esistenza, dalla creazione alla nascita, all'innamoramento, fino alla morte.
La lucentezza della materia assume un ruolo centrale nel far emergere stati magici della vita, rendendo visibili dimensioni intime e ancestrali per il tramite di narrazioni che, attraversando le opere, cercano di orientare verso un rispetto profondo dell'esistenza, nell'accezione di luogo fragile e sacro al tempo stesso.
È proprio la sacralità della vita che viene così indagata nel dialogo tra pieni e vuoti, elementi formali e simbolici che determinano l'equilibrio dell'opera e, per estensione, quello dell'esistenza. (Mario Bronzino) |