Nausica Barletta

Titolo opera
Titolo opera
Casa7
Immagine
Immagine opera
Credits
Foto: Roberta Lo Schiavo
Scheda tecnica
Autore
Nausica Barletta
Titolo opera
Casa7
Data di esecuzione
2019
Tecnica e supporto, misure (altezza x base cm)
Forbici in metallo, gommapiuma, spilli, 30 x 26 x 10 cm.
Nota critica
Nota storico-critica
Le opere di Nausica Barletta fanno dell'instabilità la condizione privilegiata per osservare le dinamiche del cambiamento nel tempo e nello spazio che riguardano i borghi meridionali. Un particolare senso di precarietà emerge dalla sua ricerca, diventando chiave metaforica e concettuale per interrogare i rapporti tra individuo, territorio e abitare, in cui la casa si definisce come figura di riferimento primaria, luogo di condensazione tensiva tra affetti e aspetti socio-politici. L'immaginario domestico viene quindi rielaborato dall'artista per ridefinire concetti e parametri dell'abitazione, leggendo le case – in forme basilari e archetipiche – come spazi fragili e instabili, formalizzati con materiali vulnerabili, pretesti per recuperare memorie e stratificazioni emotive. Intesa come spazio liminale, la casa assume valore di coordinata significante, riflettendo tematiche legate al controllo e alla protezione individuale che ridefiniscono i giudizi sulla sicurezza personale ed emotiva, mediante una netta e ricorrente separazione simbolica tra spazio interno ed esterno. Barletta codifica così un vocabolario allegorico e domestico, mezzo per rappresentare condizioni esistenziali condivise, fatte di soglie e attraversamenti, in cui lo spazio abitativo suscita nell'artista attrazioni naturali, in quanto la casa incarna i rapporti personali con l'esterno e con l'altro.
In questo contesto, l'opera si configura come un dispositivo di riflessione sulla precarietà dell'abitare contemporaneo, restituendo un'immagine della casa non come rifugio definitivo, ma come struttura frangibile, simbolica e in continuo dialogo con il mondo che la circonda. (Mario Bronzino)
Info BCC
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BCC Calabria Ulteriore

La BCC Calabria Ulteriore nasce nel 2022 dalla fusione di quattro istituti: la Banca del Catanzarese, la BCC del Vibonese, la BCC del Crotonese e la BCC di Cittanova. Solide realtà presenti da lungo tempo nei territori di competenza, che annoverano dal 1920 una delle prime presenze del Credito Cooperativo in Calabria. La scelta del nome BCC Calabria Ulteriore risale al Medioevo, quando la Calabria era divisa in due province: Calabria Citeriore a nord e Calabria Ulteriore a sud, che comprendeva le attuali province di Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Reggio di Calabria. La nuova realtà bancaria si fa promotrice di una sfida ambiziosa: quanto più antica e profonda è la storia delle origini, tanto più florido il futuro ancora da scrivere.

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