Martina Taddeucci

Titolo opera
Titolo opera
Cullami una volta ancora
Immagine
Immagine opera
Credits
Courtesy l'artista
Scheda tecnica
Autore
Martina Taddeucci
Titolo opera
Cullami una volta ancora
Data di esecuzione
2025
Tecnica e supporto, misure (altezza x base cm)
Stoffe cucite dipinte con colori a olio e acrilico, straccio sporco, 120 x 100 cm.
Nota critica
Nota storico-critica
Per Martina Taddeucci, l'atto del cucire si trasforma in un potente e personale meccanismo di unione tra forme della realtà più o meno eterogenee. Legare insieme strati di tessuto – inizialmente semplici supporti, poi veri e propri media – significa riunire fisicamente gli infiniti strati della memoria e della loro identità.
Basandosi su immagini d'archivio, ritagli e su una lunga tradizione familiare legata alla sartoria, l'artista utilizza il tessuto come strumento capace di replicare i meccanismi della memoria, che derivano dall'analisi della natura emotiva del ricordo e della sua intrinseca finzione. Poiché il ricordo si adatta allo stato d'animo del momento in cui è vissuto e si deforma secondo la sensibilità di chi lo rievoca, Taddeucci cerca di ricostruire una forma di verità: non oggettiva quanto conoscitiva. Gli accostamenti spontanei dei tessuti, pur arbitrari, definiscono un “intorno” entro cui contenere l'oggettività ipotetica del ricordo. In questo senso, le fotografie di un archivio sia personale che universale certificano una presenza storica, mentre l'uso del tessuto e la sua manipolazione determinano una prospettiva intima ed emotiva. In Cullami una volta ancora (2025), questo legame si manifesta tra un retaggio antico – eppure sorprendentemente presente – e la dolcezza di una scena domestica.
Molteplici punti di vista si susseguono sulla superficie, manifestando una vaga malinconia: come se l'atto principale del pensiero fosse la speranza, impossibile e incerta, di rivivere la bellezza di un momento ormai perso tra le pieghe del tempo: “raccontami una storia, per non sognare sola”. (Matteo Scabeni)
Info BCC
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BCC Banca Valdarno

Fondata da don Antonio Torrini nel 1912 con il nome di Cassa Rurale ed Artigiana di San Giovanni Valdarno, BCC Banca Valdarno nasce per rispondere alle esigenze degli artigiani e degli agricoltori. Dagli anni Ottanta del secolo scorso l'Istituto inizia a estendere la sua operatività e dagli anni Novanta vengono aperte numerose filiali in tutta la valle. Nel 2000, per precisare l'ampia territorialità valdarnese consolidata, viene modificata la denominazione sociale in Banca del Valdarno. Banca del territorio, banca nel territorio. Tra i principali punti di forza la sua presenza capillare e attiva che amministra le risorse economiche delle famiglie, delle imprese e degli enti nel Valdarno, per favorirne la crescita costante e armonica in un mercato sempre più esigente, selettivo e globale.

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