Nota storico-critica La ricerca di Roberto Orlando indaga relazioni fisiche e simboliche tra l'Uomo contemporaneo e il mondo vegetale, attraverso un approccio che unisce osservazione scientifica e sperimentazione artistica. Al centro della sua pratica vi è un costante lavoro sul campo, che include pratiche botaniche come impollinazioni manuali, ibridazioni e processi di estrazione della resina, trasformati in strumenti di riflessione su forme di relazione, scambio e contaminazione tra specie.
Qui, la pittura è il linguaggio necessario per sintetizzare visivamente un'indagine empirica e teorica. Le composizioni essenziali restituiscono scene dense di tensione, dove azioni ripetute e rituali oscillano tra dimensioni lavorative, sessuali e simboliche. La serialità dei gesti e la riduzione della profondità contribuiscono a creare immagini sospese, dove il rapporto umano-vegetale diventa luogo di ambiguità e di rinegoziazione identitaria.
Principale interesse di Orlando è il recupero di antiche pratiche legate a mestieri tradizionali, come la raccolta della manna o la lavorazione della resina, integrate nel processo artistico sia come dispositivi di conoscenza, sia per l'effettiva realizzazione delle proprie opere.
Attraverso queste operazioni, l'artista immagina un sistema relazionale in cui le contaminazioni tra specie mettono in discussione le categorie di genere e le gerarchie tra umano e non umano, aprendo alla possibilità di una società più orizzontale e interdipendente. In ogni opera convergono così indagini scientifiche e considerazioni sociologiche, a sostegno di uno spazio di immaginazione per nuove forme di convivenza tra necessità umane e dignità vegetale. (Mario Bronzino) |