Lorenzo Conforti

Titolo opera
Titolo opera
Trottare come il fuoco,
Immagine
Immagine opera
Credits
Courtesy l'artista. Foto: Oscar Giacomini
Scheda tecnica
Autore
Lorenzo Conforti
Titolo opera
Trottare come il fuoco,
Data di esecuzione
2025
Tecnica e supporto, misure (altezza x base cm)
Olio e vernice spray su tela, 110 x 78 cm
Nota critica
Nota storico-critica
Per comprendere le atmosfere rarefatte che attraversano la pratica di Lorenzo Conforti, è necessario imporsi un rigoroso e dettato silenzio. Un silenzio profondo che non deriva dalla riverenza o dal timore, spesso associati alla sacralità dell'arte, quanto dalla necessità di percepire la prospettiva indeterminata del vuoto che popola, nel ritmo scandito del nulla, le sue tele. La pittura, nelle opere di Conforti, suggerisce vibrazioni lontane, assumendo un'espressione gestuale delicatamente accennata in cui sostanze fluide e permeabili scandiscono una melodia armonica. Non un'armonia classica o sonora, piuttosto una musicalità nuova e profonda, in cui si percepiscono insieme l'infinita vastità del suono e la sua totale assenza.
Le sue opere sondano ritmicità sconosciute, così lontane nel tempo e nello spazio da rendere difficile percepirne la provenienza. Dall'improvvisazione al gesto, dall'ingresso nella tela di reminiscenze quasi folkloristiche di una quotidianità emotiva fino all'assenza di forma certa e definitiva, la poetica di Conforti ricostruisce uno sguardo intimo sulla pittura, trasformando il supporto in finestra sull'abissale profondità dell'esistenza.
Manifesto di un'esistenza perennemente liquida e impalpabile – al pari dello stesso medium pittorico –, l'artista invita lo spettatore, come nel suo processo, a cullarsi nella vaghezza della tela, priva di riferimenti certi, e a perdersi nel perturbante. L'istinto può suggerire repulsione, eppure in realtà guida verso la scelta consapevole di lasciarsi trasportare in un flusso indeterminato ed etereo. (Matteo Scabeni)
Info BCC
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BCC Banca dei Sibillini

Nel 1921 a Casavecchia, frazione di Pieve Torina, nasce la Cassa Rurale di Prestiti e Risparmio “l'Agricola”, fondata da 22 soci sotto l'impulso del parroco don Amedeo Gioggi. È l'unica tra le Casse Rurali dell'Alto Maceratese a superare le crisi e le pressioni del regime fascista e si consolida nel territorio. Nel 1968 la sede viene trasferita a Pieve Torina e negli anni successivi inizia un percorso di crescita con le filiali di Camerino, Caldarola e Castelraimondo. Nel 1994 la Banca assume la denominazione di BCC di Casavecchia e nel 2005 quella di Banca dei Sibillini - Credito Cooperativo di Casavecchia, a testimonianza del forte legame con il limitrofo Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Ad oggi la Banca conta altre 5 filiali, oltre a quelle sopra citate, nei comuni di San Severino Marche, Tolentino, Macerata, Foligno e Assisi.

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