Nota storico-critica La ricerca di Francesco Bendini si colloca nel campo della scultura, intesa come pratica processuale, concettuale e comportamentale, e si concentra sul rapporto tra materia e memoria personale. Il lavoro prende spesso avvio da una dimensione autobiografica, in cui esperienze intime vengono tradotte in forme e materiali capaci di entrare in relazione con il presente.
Nel caso di Cingomma ogni elemento dell'installazione è stato realizzato dall'artista masticando dell'argilla. Il materiale viene modellato all'interno della bocca, rendendo il gesto scultoreo una trasposizione fisica dell'interiorità. Una volta espulsa, l'argilla viene sputata su una superficie piana, lasciata asciugare e successivamente cotta e smaltata.
Le sculture vengono allestite sul pavimento in relazione all'ambiente, accentuando la dimensione intima del processo e l'atto stesso della creazione. In questa pratica processuale l'intenzione è quella di demistificare la scultura, riducendola a un'operazione umana primaria – la masticazione – in cui il corpo è strumento di produzione dell'opera. Il gesto, ripetitivo e minimale, mette in discussione l'idea di forma controllata e di autorialità distaccata. |