Nota storico-critica La ricerca artistica di Giulio Polloniato si sviluppa in una costante esplorazione dei materiali e dei sensi, dove le superfici e i suoni si intrecciano in un dialogo delicato e riflessivo. L'artista prende spunto dal quotidiano, trasformando gesti e oggetti comuni in esperienze che invitano alla contemplazione e alla sospensione temporale. Ogni intervento nasce da un'attenzione meticolosa alla qualità percettiva degli elementi scelti, in grado di modulare lo spazio e di creare un equilibrio sottile tra presenza fisica e immaginario. All'interno di questo processo, la ceramica assume un ruolo centrale, non come semplice supporto formale, ma in quanto luogo di sedimentazione del gesto. Le superfici modellate conservano tracce, irregolarità e tensioni che rimandano a una temporalità lenta, fatta di accumuli e trasformazioni, in cui la materia sembra trattenere un'esperienza vissuta.
L'artista costruisce ambienti che suggeriscono narrazioni intime, in cui la dimensione sensoriale diventa veicolo di riflessione sulla memoria e sul tempo. Attraverso una pratica che unisce concretezza e percezione, l'artista solleva interrogativi sul rapporto tra forma, gesto ed esperienza, invitando chi osserva a confrontarsi con la tensione tra quotidianità e poetica personale.
Il suo lavoro, in oscillazione tra ascolto e osservazione, propone una nuova sensibilità verso ciò che ci circonda, trasformando il familiare in materia di indagine estetica. (Simone Ceschin) |