Francesca Marengo

Titolo opera
Titolo opera
Consonant Time
Immagine
Immagine opera
Scheda tecnica
Autore
Francesca Marengo
Titolo opera
Consonant Time
Data di esecuzione
(2022-in corso)
Tecnica e supporto, misure (altezza x base cm)
Stampe ai sali d'argento, dimensioni variabili
Nota critica
Nota storico-critica
La ricerca di Francesca Marengo prende le mosse dalla fotografia, intesa come medium e veicolo relazionale. L'artista trasforma lo scatto – l'immagine fotografica autoriale – in un luogo d'incontro e di riflessione sui meccanismi e sulle situazioni che definiscono l'essere contemporanei.
Pur non essendo del tutto anti-documentarista, la sua pratica non si riduce al reportage: esplora le dinamiche sociali e penetra nello spazio della memoria per cogliere le ragioni che sottendono le polarità tra gli individui. In questo percorso, è centrale l'indagine sui meccanismi di solitudine degli individui; un'esperienza generazionale specchio dell'autoisolamento favorito dalle piattaforme social che, a sua volta, nega la capacità di connettersi in un tempo reale speso insieme.
Marengo si dedica molto al contatto con gli archivi ed è quindi profondamente conscia dell'interconnessione che attraversa ogni momento della vita. La sua indagine è radicalmente dialogica: l'immagine si costruisce con gli individui, rispettando le loro specificità e unicità. Questo approccio diventa essenziale, soprattutto in un contesto in cui il termine “diversità” è spesso abusato, mentre sarebbe più importante riconoscere e valorizzare la singolare presenza del sé e la sua relazione con l'altro. In Consonant Time, l'artista utilizza la fotografia in questi termini, guidando il soggetto – spettatore e partecipante attivo – in uno spazio reale di condivisione dello sguardo. Qui emerge il valore della lentezza: accumulando frammenti, conversazioni e punti di vista, Marengo costruisce un luogo dell'opera che diventa spazio di meditazione e di riflessione, in grado di espandere le narrative oltre i confini tradizionali.
Superando mode e limiti preconcettuali della ricerca artistica, sull'onda di Catherine Opie, la fotografa trasforma l'immagine in strumento di visione e relazione, una commistione tra esperienza estetica e politica, che evidenzia la capacità della fotografia di generare consapevolezza e identificazione. (Matteo Scabeni)
Info BCC
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Banca d'Alba

Banca d'Alba nasce nel 1998 dalla fusione di tre Casse Rurali fondate alla fine dell'Ottocento: la Cassa Rurale di Diano d'Alba (1895), quella di Vezza d'Alba (1899) e quella di Gallo di Grinzane Cavour (1900). Le tre realtà hanno a cuore la stessa area di riferimento e stipulano accordi per il reciproco impegno verso l'espansione territoriale, interpretata come lo sviluppo di un gruppo bancario unico. Questo percorso porta alla nascita di Banca d'Alba, oggi nota per la numerosità della compagine sociale. La Banca ha solide radici nei territori d'origine, rinsaldate nel tempo nelle 9 province della sua zona di competenza, al servizio delle famiglie, delle imprese e delle comunità locali.

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