News

Ultime notizie

 
News
22/09/2026
Federico Faggin in BCC Vicentino
Lo scorso 17 settembre la BCC Vicentino ha avuto il piacere di ospitare nuovamente il professor Federico Faggin, fisico e inventore vicentino già ospite nel 2023.
Da sinistra: Lorenzetto, Faggin, Bersan, Pelloso e Tosetto.
Da sinistra: Lorenzetto, Faggin, Bersan, Pelloso e Tosetto.

Padre del microprocessore e della tecnologia touchscreen, Faggin rappresenta una delle menti più brillanti e rivoluzionarie del nostro tempo. Dopo aver vissuto per ben 57 anni negli Stati Uniti, al centro dell’innovazione globale nella Silicon Valley, lo scienziato è ritornato nella sua Vicenza, portando con sé un bagaglio inestimabile di esperienza, scienza e filosofia.

Per comprendere appieno la portata del suo pensiero, è fondamentale ripercorrere le tappe di una vita straordinaria. Nato a Vicenza nel 1941, Faggin ha manifestato fin da giovane una profonda passione per la tecnica, diplomandosi all’Istituto Tecnico Industriale Rossi di Vicenza e laureandosi successivamente in Fisica, con il massimo dei voti e la lode, all’Università di Padova. Il suo percorso professionale è una successione di traguardi che hanno cambiato la storia dell’umanità. Nel 1968 si trasferisce nella Silicon Valley, in California, lavorando per la Fairchild Semiconductor, dove sviluppa la rivoluzionaria tecnologia MOS Silicon Gate, che ha permesso la fabbricazione dei primi circuiti integrati commerciali.

Nel 1970 passa alla Intel, dove progetta il celebre Intel 4004, il primo microprocessore al mondo, un’invenzione che ha dato il via all’era dei personal computer e della digitalizzazione di massa. Successivamente, Faggin fonda la Zilog, dando vita al microprocessore Z80, uno dei chip più famosi e utilizzati della storia dell’informatica. Non si ferma qui: negli anni ‘80 fonda la Synaptics, l’azienda con cui sviluppa i primi touchpad e schermi touchscreen, le tecnologie che oggi governano quotidianamente i nostri smartphone e tablet.

Per questi successi epocali, nel 2010 ha ricevuto la prestigiosa National Medal of Technology and Innovation direttamente dalle mani del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

L’incontro in BCC Vicentino, dal titolo “Intelligenza artificiale e umanità”, ha offerto al pubblico una profonda riflessione sul confine sempre più sottile tra tecnologia e coscienza proprio a partire da questo straordinario percorso scientifico. In un’epoca in cui l’evoluzione degli algoritmi accelera a ritmi vertiginosi, Faggin ha guidato la platea nell’indagine delle differenze fondamentali tra la coscienza umana e quella artificiale. Secondo il professore, per quanto una macchina possa elaborare dati e simulare comportamenti complessi, l’intelligenza artificiale rimane strutturalmente priva di consapevolezza, di sentimenti e di vera creatività. La macchina esegue e calcola, ma non “sente”. L’essere umano, invece, possiede una creatività vitale interiore e una coscienza profonda che nessuna stringa di codice potrà mai replicare.

A dialogare con l’illustre scienziato sono stati il Presidente della BCC Vicentino Giancarlo Bersan e l’ingegner Stefano Pelloso, già Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Vicenza. I loro interventi hanno arricchito il dibattito, declinando le tesi scientifiche e filosofiche di Faggin nel contesto economico, sociale e ingegneristico. Il coordinamento della serata è stato affidato ad Arianna Lorenzetto di BCC Vicentino, che ha saputo guidare il flusso del dialogo con armonia e precisione.

L’evento ha registrato un successo straordinario, confermandosi come un incontro molto partecipato e sold out fin dall’apertura delle prenotazioni: numeroso il pubblico giovane. Segno evidente di come la nostra comunità sia affamata di momenti di alto valore culturale, capaci di andare oltre la superficie della cronaca per toccare i temi chiave del nostro futuro. Per la BCC Vicentino, promuovere occasioni di questo spessore significa tenere fede alla propria missione: non solo sostenere l’economia locale, ma stimolare la crescita intellettuale e sociale del territorio.

Dall’intenso confronto con Federico Faggin è scaturita una lezione fondamentale, un messaggio che ciascun partecipante ha portato con sé a fine serata: «Siamo tutti unici, la vera forza risiede nella cooperazione tra individui e ogni grande cambiamento comincia sempre da noi stessi». Di fronte alla complessità delle sfide moderne, la tecnologia deve rimanere uno strumento al servizio dell’uomo, mentre l’umanità deve ritrovare la fiducia nella propria unicità e nella capacità di collaborare per il bene comune. Il progresso non si subisce, si guida e la guida non può che partire dalla consapevolezza di chi siamo.

Seguici sui nostri Social

Seguici sui social

  • linkedin
  • instagram
  • icona youtube