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Da sabato 12 settembre a domenica 11 ottobre la Banca di Anghiari e Stia ospita la mostra “Gargolla” del giovane artista emergente Francesco Bendini.
«Siamo profondamente orgogliosi di sostenere e ospitare la mostra "Gargolla" negli spazi del Museo Pietro Annigoni a Villa Gennaioli. La mostra rappresenta un momento di grande rilevanza per la nostra comunità e si inserisce perfettamente nel percorso di valorizzazione culturale che la Banca di Anghiari e Stia porta avanti con convinzione da anni. Villa Gennaioli non è solo uno scrigno d’arte legato alla memoria del maestro Annigoni, ma un centro culturale vivo, capace di dialogare con espressioni artistiche contemporanee e di forte impatto. Con il supporto a questa iniziativa, la nostra Banca di Credito Cooperativo riafferma il proprio ruolo di motore non solo economico, ma anche sociale e culturale del territorio, offrendo ai cittadini e ai visitatori un’occasione unica di riflessione e bellezza.» afferma Fabio Pecorari, Direttore Generale della Banca.
La mostra personale "Gargolla", ospitata nelle suggestive sale di Villa Gennaioli ad Anghiari, segna un importante momento espositivo nel territorio d'origine di Francesco Bendini, inserendosi all'interno del progetto Futuri Emergenti Italiani, la mostra diffusa più grande d’Italia dedicata all’arte emergente under 35, promossa nell’ambito del progetto “BCC Arte&Cultura” del Gruppo BCC Iccrea. Accompagnata da un testo critico del curatore Davide Visintainer, l'esposizione si articola come un percorso organico in cui l'indagine dell'artista sul corpo, sui flussi biologici e sugli oggetti d'uso comune si esprime attraverso una selezione di sculture prodotte tra il 2022 e il 2026.
Il nucleo centrale dell'esposizione ruota attorno alle opere Gargolla, in lamiera di ferro industriale, sculture che richiamano la forma archetipica dei doccioni gotici. Bendini trasforma i condotti industriali in bocche antropomorfe lucide da cui fuoriescono colate cristallizzate di alluminio fuso, legandoli al concetto fisiologico di "scarico", di transito e di purificazione.
La mostra espande la riflessione concettuale attraverso opere che scardinano l'immaginario comune con ironia e sarcasmo. Troviamo così Mezzobusto di nano da giardino, un'opera in cemento che decontestualizza un simbolo della cultura pop e domestica, e l'installazione Cingomma, un'articolata composizione a terra formata da ben 100 elementi in ceramica che mima la ripetitività dei piccoli scarti quotidiani.Il percorso è completato da lavori intimi e provocatori come l'opera polimaterica Senza titolo (autoritratto), realizzata in bronzo e plastica, Sputacchiera, una raffinata quanto dissacrante scultura in argento e resina che gioca sul contrasto tra la nobiltà del materiale e la funzione organica evocata dal titolo e l'opera del 2026 Sei soddisfatto della tua esperienza?

