Sebastiano Zafonte

Titolo opera
Titolo opera
Dickheaded Mutilated Dog
Immagine
Immagine opera
Scheda tecnica
Autore
Sebastiano Zafonte
Titolo opera
Dickheaded Mutilated Dog
Data di esecuzione
2021
Tecnica e supporto, misure (altezza x base cm)
Pelle e poliuretano, 60 x 33 x 15 cm
Nota critica
Nota storico-critica

Alla base delle sculture e delle installazioni di Sebastiano Zafonte vi è una fascinazione verso le potenzialità dell'assemblaggio, con cui combina oggetti eterogenei per generare nuove entità. Nell'oggetto riconosce infatti un potenziale simbolico con cui interrogare la società contemporanea, creando relazioni tra materia, immaginario e comportamento umano.
All'interno di questa ricerca la presenza dell'animale assume un ruolo centrale e metaforico, che permette di indagare questioni legate all'addomesticamento e alla caccia, qui dispositivi per riflettere sull'animalità dell'Uomo. L'animale diventa elemento di indagine sociologica, testimone di gerarchie e classi sociali, restituendo una lettura critica dei rapporti di potere che attraversano la società.
Scultura, suono e video si intrecciano talvolta nel suo linguaggio, amplificando la dimensione simbolica dell'opera, come nei trofei di caccia realizzati dall'artista, composti da animali che oscillano tra peluche e forme mostruose e che ribaltano l'immaginario tradizionale della conquista, facendone una critica all'oggetto feticcio e alla logica della mercificazione. In questo contesto, il cane emerge come simbolo cardine dell'avvento dell'addomesticamento, inteso come legame fondativo tra Uomo e animale.

Attraverso un approccio ironico e teatrale, Zafonte codifica l'esistenza dell'animale in quanto pretesto per riflettere sull'umano, suggerendo una deriva critica della società contemporanea e invitando a ripensare in modo consapevole gli strumenti con cui ci relazioniamo alla natura e tra noi stessi. (Mario Bronzino)

Info BCC
Info BCC

BCC Valle del Torto

La BCC Valle del Torto ha origine nel 1895, quando a Lercara Friddi monsignor Giuseppe Marino crea la prima Cassa Rurale di Sicilia per combattere l'usura e sostenere famiglie e lavoratori locali. L'Istituto viene riconosciuto nel 1897 e avvia l'attività nella Chiesa Madre con i primi libretti di risparmio. Nei decenni successivi consolida il ruolo sociale ed economico fino alla riforma del 1993, che trasforma le Casse Rurali in Banche di Credito Cooperativo. La Banca assume la denominazione di BCC di Lercara Friddi e apre filiali a Castronovo di Sicilia e Vicari. Nel 2010, con la fusione della BCC di Montemaggiore Belsito, nasce l'attuale BCC Valle del Torto.

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