Nota storico-critica C'è un tratto che sembra accomunare chiunque, nel corso della propria vita, abbia abitato in modo più o meno profondo il territorio marchigiano: la concezione del paesaggio come presenza materna. Non uno sfondo né un elemento accessorio del reale, ma una dimensione implicita e fondativa dell'esperienza. Per chi vive queste terre fatte di colline e campi arati, il mondo coincide con il paesaggio, e senza paesaggio non può darsi realtà. Figure come Osvaldo Licini, Tullio Pericoli e Mario Giacomelli hanno riassunto al meglio questo dialogo necessario con la natura e con le alture dirimpettaie ai loro luoghi di origine. Il dittico The Day of Night si colloca in questa storia condivisa, portando alla luce una visione lirica ed esistenziale del territorio – qui inteso non come semplice scenario, ma come deposito vivo di memorie e narrazioni, al tempo stesso intime e universali. Realizzate nel 2025 durante un corso presso la Fondazione Il Bisonte di Firenze, le due opere sono state eseguite mediante la tecnica della fotoincisione, a partire da una serie di fotografie scattate nelle aree montane delle Marche. I luoghi originariamente immortalati, e successivamente trasferiti su lastra metallica, non risultano tuttavia più riconoscibili nelle rielaborazioni di Cutini: le immagini vengono sovrapposte, fuse e stratificate fino a perdere ogni specificità geografica.
Ne emergono così visioni al tempo stesso familiari e ignote; paesaggi sospesi che invitano lo sguardo ad addentrarsi in uno spazio di percezione e memoria, più che di orientamento. (Alex Urso) |