Federico Borroni

Titolo opera
Titolo opera
Diafano I
Immagine
Immagine opera
Scheda tecnica
Autore
Federico Borroni
Titolo opera
Diafano I
Data di esecuzione
2025
Tecnica e supporto, misure (altezza x base cm)
Olio e smalto su tela, 200 x 140 cm
Nota critica
Nota storico-critica

Ogni immagine era sprofondata in una sorta di trama e ordito impossibili da osservare (Discordia, Perugia 2019)

“Attraverso una sorta di sci-fi paranoica”, con queste parole Luca Massimo Barbero ha evocato una volta il lavoro di Federico Borroni. La sua ricerca, difatti, benché partecipe di una cieca fedeltà al vedere, non ne registra l'esito, rilevando, piuttosto, il metodo seguito dallo sguardo.
Questo lavoro prende avvio dall'osservazione ravvicinata di trame vegetali, incrostazioni e polveri; appunti del reale che, nello studio, vengono sottoposti a una trasformazione lenta. In questa disciplina, come già sottolineato da Aldo Grazzi – suo maestro all'Accademia –, “l'artista non crea ma trasforma il creato” e, continua, “a volte si manifestano apnee”, sospensioni e afasie del ritmo naturale che si avvertono come indicazioni di percorso. L'occhio è costretto a rifocalizzare, a misurare l'intervallo tra pieno e vuoto, tra segno e campo, finché la superficie smette di essere sfondo e diventa luogo.
Anche il colore lavora per differenze di temperatura e densità. Non illustra, ma apre la visione, trattiene il motivo e, nello stesso gesto, lo sottrae; come se l'immagine fosse un accesso sempre parziale. Il visibile si fa poroso, diafano, nel modo in cui suggeriscono i titoli di alcune sue opere, e il confine tra dettaglio e fondo slitta continuamente.
Anche quando parte dal vero, l'en plein air non coincide con la veduta. È, semmai, un esercizio di prossimità, una raccolta di dati sensibili che verranno poi ricomposti, dove memoria e materia si scambiano di posto e l'immagine diventa condizione. (Edoardo Lo Cicero)

Info BCC
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BCC Recanati e Colmurano

La Cassa Rurale ed Artigiana di Recanati, oggi Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano, nasce nel 1952 dalla sottoscrizione dell'atto costitutivo da parte di 32 soci fondatori, per rispondere alla forte esigenza, in particolare delle classi più deboli, di un riscatto morale ed economico a seguito dei disastri arrecati dalla seconda guerra mondiale. Da Recanati, nel corso di settant'anni di crescita e sviluppo, il suo territorio si estende oggi ai comuni di Macerata, Piediripa di Macerata, Loreto, Appignano, Civitanova Marche, Colmurano, Montecassiano, Porto Recanati, Porto Potenza Picena, San Severino Marche, Tolentino.

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