Nota storico-critica Nella sua pratica, Daniele Di Girolamo si rivela attento indagatore della materia, mostrando una chiara sensibilità scultorea fondata sull'ibridazione dei linguaggi visivo e sonoro, e una processualità che si imposta sull'osservazione dei meccanismi alla base dei fenomeni naturali e di natura antropica. Il rapporto uomo-paesaggio è per lui fonte inesauribile di ispirazione.
La percezione degli eventi si trasforma in relazioni arbitrarie tra oggetti e suggestioni visive e sonore che innescano la memoria. L'indeterminatezza è ricercata dall'artista come elemento che contraddistingue il ricordo. Suono e movimento sono elementi che enfatizzano una relazione cognitiva senza imporre nella nostra mente un'immagine fissa e inequivocabile.
Nel lavoro di Daniele Di Girolamo, movimento, suono, memoria ed empatia sono caratteristiche essenziali del linguaggio sinestetico dell'artista, su cui si basano le sue installazioni. La parte visiva si avvicina al suono e cerca di esserne una cassa di risonanza, un'estensione naturale.
Le opere di Di Girolamo trasmettono la percezione della memoria e della sensazione, modellando l'esperienza dello spettatore attraverso una rete di relazioni e rimandi empatici, trasportati in un mondo delicato e fragile, ma costruito su tutta la concretezza del reale. (Leonardo Regano) |