Marco Scarpi

Titolo opera
Titolo opera
U-Bahn
Immagine
Immagine opera
Scheda tecnica
Autore
Marco Scarpi
Titolo opera
U-Bahn
Data di esecuzione
2025
Tecnica e supporto, misure (altezza x base cm)
Tempera all'uovo su gesso, 190 x 180 cm
Nota critica
Nota storico-critica
La pratica di Marco Scarpi si colloca all'interno di un territorio ibrido, dove l'immagine smette di essere superficie e diventa corpo.
Il suo lavoro nasce da una concezione dell'opera in quanto presenza fisica, costruita attraverso una relazione intensa con la materia, scelta, preparata e trasformata fino a diventare parte attiva del processo. Le superfici, dense e irregolari, conservano tracce di gesti e reazioni imprevedibili, come se ogni lavoro fosse il risultato di un equilibrio instabile tra intenzione e accadimento.
L'intervento umano dialoga con la risposta autonoma dei materiali, dando origine a una tensione costante tra controllo e perdita, spingendo la ricerca verso una dimensione più vicina alla costruzione plastica che alla rappresentazione bidimensionale. Le immagini emergono da un repertorio visivo legato all'esperienza quotidiana e filtrato da memorie personali. I soggetti, riconoscibili ma mai descrittivi, vengono isolati, compressi in una visione essenziale che privilegia l'impatto percettivo rispetto al racconto. L'opera non offre chiavi di lettura univoche, al contrario si apre a una pluralità di sensazioni, invitando chi osserva a sostare in uno spazio di ambiguità e risonanza. In questa dimensione convivono riferimenti post-contemporanei, un'attitudine ruvida e un'ironia sottile, mai dichiarata.
L'artista evita l'enfasi e la presa di posizione esplicita, preferendo una leggerezza solo apparente, capace di accogliere il reale senza trasfigurarlo. Ogni lavoro si configura così alla maniera di una proiezione mentale, un frammento di identità che prende forma e resta volutamento incompreso, sospeso. (Simone Ceschin)
Info BCC
Info BCC

BCC Pordenonese e Monsile

La storia della BCC Pordenonese e Monsile si identifica con quella del Credito Cooperativo. È frutto dell'unione delle CRA di Azzano Decimo (1895), Pravisdomini (1884), San Quirino (1985), sei filiali della ex BCC del Veneziano (tra le quali Pramaggiore, sede della omonima CRA costituita nel 1964) e della BCC di Monastier e del Sile (frutto dell'unione fra CRA di Monastier costituita nel 1908 e CRA di Casier costituita nel 1960). La Banca opera nelle province di Pordenone, Udine, Treviso e Venezia, in un territorio di oltre 130 comuni fra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Si conferma punto di riferimento e strumento di sviluppo locale non solo economico ma anche e soprattutto sociale e culturale, in piena aderenza al modello cooperativo mutualistico al quale si ispira da oltre un secolo.

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