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12/06/2026
FUTURI EMERGENTI ITALIANI - BCC Pontassieve ospita Luca Campestri

BCC Pontassieve il giorno 15 giugno alle ore 15.00 presso la Sede di Pontassieve in Via Garibaldi 22, ospita l’artista Luca Campestri che presenterà le sue opere:

  • Trapped, 2026, stampa UV su tessuto catarifrangente, 20x30 cm
  • The dreamer slept but did not dream, 2025, stampa UV su tessuto catarifrangente, 18x24 cm

L’iniziativa fa parte della mostra diffusa più grande d’Italia dedicata all’arte emergente under 35 e denominata “Futuri Emergenti Italiani” che si inserisce all’interno del progetto Bcc Arte&Cultura del Gruppo BCC Iccrea.

Luca Campestri (Firenze, 1999) vive e lavora a Bologna. Mostre recenti includono “Watering the plants” (2026) e “A Breadcrumb Trail” (2024) con Capsule Shanghai e “Day and Night” (2025) a Palazzo Monti. La sua ricerca si serve del medium della fotografia e dell’installazione. Nell’immaginario notturno delle sue opere i frammenti di un microcosmo animale e vegetale echeggiano e amplificano un senso di smarrimento e dislocazione.

La ricerca di Luca Campestri si sviluppa in uno spazio liminale, in cui le immagini si manifestano come tracce instabili, segnate da una temporalita` irrisolta tra passato e possibilita` future. Il suo lavoro si concentra su cio` che permane ai margini dell’esperienza, su fenomeni che non si offrono mai come eventi conclusivi ma come effetti che precedono o seguono un’azione. Le opere abitano prevalentemente una dimensione notturna e rarefatta, in cui elementi animali e vegetali emergono come frammenti di un ecosistema intimo, attivando una sensazione di instabilita` percettiva. In questo contesto, l’immagine non si presenta come una forma compiuta, piuttosto in quanto residuo di una memoria in progressiva dissoluzione. L’artista lavora sulla fragilita` del vedere, mettendo in crisi l’idea di fotografia come documento, per trasformarla in un dispositivo sensibile, capace di reagire al tempo, alla luce e allo spazio. Le superfici su cui interviene non sono mai neutre, bensi` supporti attivi che amplificano l’instabilita` delle immagini, rivelandole solo in determinate condizioni, e in relazione all’ambiente che le accoglie. La sua pratica si nutre di un archivio personale costruito nel tempo, composto da fotografie raccolte in luoghi carichi di risonanze affettive, spesso legate a presenze animali colte in momenti estremamente fugaci, in una relazione ambigua tra osservatore e osservato. Grande attenzione e` infine riservata alla dimensione installativa e al dialogo con lo spazio, inteso come parte integrante dell’opera e campo in cui l’immagine continua a trasformarsi.

Simone Ceschin

Le opere saranno esposte al pubblico e visitabili durante gli orari di apertura dell'Agenzia Sede.

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